Oggi vi segnalo velocemente l’articolo “Processo telematico zavorrato da scarsa cultura e mancanza di competenze” scritto dal collega Emanuele M. Forner , membro della Commissione informatica dell’Ordine di Pordenone.
L’articolo mi ha colpito e mi sono ritrovato nelle parole di Emanuele M. Forner; se leggete questo blog potreste ritrovarvici anche voi.
Di seguito alcuni estratti salienti.
I problemi che gli utenti dei Processi Telematici hanno non sono dovuti (prevalentemente) ai bug o disservizi vari che sono insiti al sistema ma da
due questioni … lasciate irrisolte:
- l’incomprensione di base su cosa sia e in cosa effettivamente consista il processo telematico;
- la scarsa per non dire inesistente formazione degli addetti ai lavori (avvocati, magistrati, cancellieri) nella materia informatica.
Prosegue Emanuele M. Forner …
Riconosciamolo: il progresso tecnologico non si è accompagnato al diffondersi della conoscenza minima e necessaria all’uso consapevole degli strumenti che pur maneggiamo quotidianamente; e anche i cc.dd. “nativi digitali” in effetti manovrano computer, smartphone e altri device informatici più per istinto che altro.
Le conclusioni a cui giunge poi sono le stesse a cui, dopo anni di formazione fatta per il mio ordine professionale, sono arrivato io e mi hanno fatto decidere di aprire Avvocati e Mac.
In altre parole: ciò che serve davvero è un’interfaccia fra i due mondi (informatico e giuridico); questa interfaccia, invero, esiste, ed è costituita da quanti (come, immodestamente, chi scrive) almeno un poco capiscono e di diritto e di informatica, e sono in grado di collegare i due fenomeni di modo che riescano a lavorare sinergicamente; sono gli stessi che, non a caso, sono impegnati per puro spirito volontaristico nelle varie iniziative (commissioni aut similia) che i Consigli dell’Ordine adottano per fornire supporto agli iscritti che incontrino difficoltà nella gestione quotidiana del PCT.
Trovate l’intero articolo qui, buona lettura.
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